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Atalanta, in trasferta la vittoria è di casa

Una vittoria vitale, linfa pura per questa Dea dopo i mugugni post-Udinese. Successo fondamentale per la classifica, per il morale, per l’ambiente generale. Un altro risultato negativo (e viste le premesse ora come ora può arrivare dovunque) avrebbe pesato tanto. Senza dubbio i problemi non sono spariti e risolti in un colpo, ma è innegabile e abbastanza chiaro che vincere può far solo che bene.

La gara del Luigi Ferraria però non nasce proprio sotto una buona stella. Zapata e Maehle si divorano la rete del vantaggio, mentre dall’altra parte Caputo non si fa pregare e porta avanti la Sampdoria. L’Atalanta ha il merito di riuscire a ribaltare il risultato nel giro di pochi minuti grazie alla combinazione vincente targata Zap (Zapata e Zappacosta). Nonostante l’ennesima defezione in difesa (Palomino out ad inizio ripresa) gli orobici reggono molto bene, vanno vicini più è più volte al terzo sigillo ma non chiudono il match fino al 94′ quando è Ilicic ha inventarsi la magia che pone fine alle speranze di una Doria praticamente innocua nella seconda parte di gara.

L’uscita di Palomino è l’emblema del problema infortuni: tanti fastidi tutti concentrati consentono poche rotazioni e alla lunga giocatori che devono stare in campo ogni tre giorni per 80/90 minuti finiscono anche essi per rischiare di mandare in tilt i muscoli. È un circolo vizioso, rischioso e pericoloso. Gasperini e tutto l’ambiente bergamasco si augurano che questo periodo parecchio sfortunato sia finito perché giocatori come Zappacosta stanno veramente raschiando il barile e non sia mai che l’infermeria invece che svuotarsi si riempia.

In questo martellante calendario tra meno di tre giorni è in arrivo la Lazio. Pretendere molto è sbagliato viste le condizioni. La speranza è quella almeno di rivedere in campo qualche calciatore recuperato (Toloi e Demiral su tutti). La Dea deve restare attaccata al treno Champions e tenere duro ancora un mese, quando sarà al completo se ne vedranno ancora delle belle.

TOP E FLOP

Fuori Palomino e dentro Scalvini, non ha scelta Tullio Gritti. Nei secondi 45 minuti la Dea ha giocato con una difesa super inedita senza Toloi, senza el Tucumano e senza Djimsiti. Andando a memoria da quando i tre sono a Bergamo non è mai capitato che mancassero contemporaneamente il capitano, l’argentino e l’albanese.

Scalvini però sorprende in positivo, mettendo in campo una prova perfetta. Non solo negli anticipi e nel gioco aereo ma anche nel vizio di seguire l’azione proponendosi in attacco. Questa caratteristica si era già fatta notare nelle amichevoli del pre campionato e sicuramente è un aspetto per cui Gasp stravede. Prestazione eccellente soprattutto per un motivo: non era “coperto” da nessun difensore di esperienza (entrare e giocare con a fianco un Toloi o un Palomino è un conto, entrare in una difesa inedita e fare bene è difficile e tutt’altro che scontato).

Continuando nell’analisi dei singoli Zapata, oltre alla mezza doppietta, ne potrebbe segnare altri tre ma ad emergere è in particolare il suo grande spirito. Al colombiano si può dire tutto tranne che non ci metta foga e impegno massimo.

Che dire invece di Zappacosta? Bravo, due palloni perfetti messi nel cuore dell’area e come già riportato sopra gamba e fiato per sostenere tutti sti impegni ravvicinati con la stessa condizione. Una chiosa anche su Musso: se domenica era risultato complice del pareggio friulano, a Marassi si fa trovare pronto quando serve con un ottimo intervento su Caputo.

LE PAGELLE

Musso 6,5
De Roon 6,5
Palomino 6 (Scalvini 7)
Lovato 7
Zappacosta 7,5 (Pezzella SV)
Freuler 6,5
Koopmeiners 6,5
Maehle 6
Pasalic 6,5 (Ilicic 7,5)
Malinovskyi 6 (Miranchuk 6)
Zapata 7,5 (Piccoli SV)

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