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Covid, i bergamaschi hanno fiducia nei vaccini e sarebbero anche pronti a pagarli

Pronti a pagare il vaccino di tasca propria: gli italiani (quasi uno su due) sono disponibili a sostenere personalmente il costo della profilassi contro il Covid-19 pur di accorciare i tempi di attesa e difendersi dal virus. Lo dimostra lo studio di Intwig, Istituto di Ricerca bergamasco che tra il 13 e il 15 aprile ha condotto un’indagine sul territorio nazionale, coinvolgendo 1.600 persone dai 18 ai 75 anni (di cui 600 lombardi).

La situazione a Bergamo

A Bergamo l’81% degli intervistati ha detto di avere fiducia nei vaccini, mentre il 66% si è detto pronto a vaccinarsi il prima possibile. Il 7% aspetterà a vaccinarsi per capire l’efficacia delle dosi, mentre il 9% ha dichiarato che si sottoporrà al vaccino solo se sarà obbligato. Il 3% dei bergamaschi intervistati non farà il vaccino in nessun caso.

Quanti sono disposti a pagare il vaccino? Il 54% dei campionati si è detto disponibile a pagare la dose. Di questi, il 45% sarebbe disposto a spendere fino a 50 euro e il 9% anche oltre 50 euro.

Gli intervistati, però, hanno anche paura: il 18% ha molta paura, il 23% ha abbastanza paura. Il 59%, invece, ha dichiarato di non avere alcun tipo di timore nel fare il vaccino.

La situazione in Italia

I risultati mostrano il cambiamento dell’opinione degli italiani, mentre in tutta Italia è in corso la campagna vaccinale.

La fiducia generale espressa nei confronti della profilassi anti-coronavirus è in crescita: ad aprile, coloro che dichiarano di essersi già vaccinati o di volerlo fare il prima possibile sono il 69%, contro il 55% registrato a febbraio in una precedente indagine Intwig.

Resta ancora una fetta di chi ha delle perplessità: il 17% degli italiani (15% dei lombardi) afferma di voler attendere e di accettare di essere disponibile a sottoporsi alla vaccinazione solo dopo averne capito l’efficacia. L’8% degli intervistati (7% lombardi) dichiara di non aver alcuna intenzione di sottoporsi alla profilassi, a meno che non venga obbligato. “Non lo farò in alcun caso” è la risposta, invece, del 6% degli italiani (4% lombardi).

Il desiderio di proteggersi dal Covid-19 è alta, come anche l’impazienza. Lo conferma la propensione di una buona fetta degli italiani a sostenere personalmente le spese se ciò assicurasse di anticipare la somministrazione: dalla ricerca Intwig risulta, infatti, che quasi un italiano su due (43% degli italiani, 50% dei lombardi) sarebbe disposto a pagare di tasca propria per poter accedere il prima possibile alla profilassi.

Di questi, il 39% degli italiani (43% Lombardia) spenderebbe fino a 50€, mentre il 4% (7% i Lombardi) corrisponderebbe una cifra anche al di sopra dei 50 euro.

Nonostante il generale aumento di fiducia nei vaccini, il 50% degli italiani esprime ancora timore per l’inoculazione: le paure maggiori si registrano nel Mezzogiorno (55%), mentre sono meno presenti al Centro (48%) e, in particolare, al Nord (45%).

Il 24% degli intervistati (22% in Lombardia) afferma di avere ancora molta paura, il 26% (23% Lombardia) abbastanza paura, il 50% (55% Lombardia) nessuna o poca paura.

Per quanto riguarda la fiducia specifica nei diversi vaccini disponibili sul mercato, a nutrire la stima maggiore è quello prodotto da Pfizer (76%), seguono Moderna (70%), Johnson & Johnson (67%) e Sputnik (50%). Molto bassa invece la fiducia in Astrazeneca (40%), influenzata dalle sospensioni delle somministrazioni e dalla risonanza degli effetti collaterali legati alla sua somministrazione.

Aldo Cristadoro, amministratore delegato Intwig: “L’indagine mostra con chiarezza che la paura nei vaccini aumenta man mano che ci si allontana dalle zone in cui l’epidemia ha colpito con maggior violenza. Al contrario, aver sperimentato da vicino il Covid-19 fa temere meno i vaccini, perché si conosce bene cosa il virus è capace di fare. Chi vive nelle zone che sono state epicentro dell’epidemia ha dunque anche più desiderio di immunizzarsi il prima possibile, anche pagando di tasca propria”.

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