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Green pass alla francese, politici bergamaschi divisi: “Sì, evita i contagi”; “No, blinda la vita”

In Francia la decisione annunciata dal presidente Emmanuel Macron di imporre restrizioni ai non vaccinati ha provocato un boom nelle prenotazioni. In totale, oltre un milione di persone si sono messe in coda per il vaccino anti-Covid, il 65% di loro sotto i 35 anni. Secondo Macron, chiunque voglia uscire per andare al ristorante o in un locale, prendere un treno o fare compere in un centro commerciale, così come andare a un concerto, al cinema o a teatro, dovrà mostrare il pass vaccinale che dimostra la sua immunizzazione o un tampone negativo. Come accade già in altri Paesi dell’Unione Europea, vedi Austria e Grecia.

In Italia nulla è ancora deciso, ma tra Palazzo Chigi, ministero della Salute e segreterie dei partiti si discute della possibilità di rendere obbligatoria la carta verde per partecipare ad alcuni eventi dove il rischio di contagi è alto, oltre alla possibilità di rilasciare il green pass solo dopo la seconda dose (questa opzione data ormai per scontata da fonti governative). L’ipotesi su cui si ragiona è proprio quella del modello adottato da Macron. Sul tema abbiamo raccolto le opinioni e sentito i pareri di alcuni esponenti politici bergamaschi: dal Partito Democratico alla Lega, passando per il Movimento Cinque Stelle a Fratelli d’Italia.

Giorgio Gori, sindaco di Bergamo (Pd)

Il sindaco di Bergamo si mostra favorevole. “Come si fa a passare da poche centinaia a 20.000 prenotazioni al minuto per ricevere il vaccino? – scrive su Twitter -. Si fa come la Francia”. Del resto, Gori si era già espresso a dicembre dello scorso anno, sempre via Twitter: “Per fermare il Covid e rilanciare l’economia è fondamentale che si vaccini più gente possibile. Niente obbligo, ma facciamo che a scuola, nei luoghi di lavoro, negli uffici pubblici, nei cinema, nei teatri e negli stadi entra solo chi è vaccinato. Poi ognuno si regola”.

Come si fa a passare da poche centinaia a 20.000 prenotazioni al minuto per ricevere il vaccino?
Si fa come la Francia. pic.twitter.com/Y7GuQXmYwZ

— Giorgio Gori (@giorgio_gori) July 13, 2021

Antonio Misiani, responsabile economia e finanze Pd

Convinto anche il senatore bergamasco Misiani. “Macron ha fatto bene. La vaccinazione non è un optional, è l’unica strada per evitare nuovi contagi e nuove restrizioni. Sentire la Meloni che definisce “raggelante” questa decisione fa accapponare la pelle…”

Macron ha fatto bene. La vaccinazione non è un optional, è l’unica strada per evitare nuovi contagi e nuove restrizioni. Sentire la Meloni che definisce “raggelante” questa decisione fa accapponare la pelle… pic.twitter.com/qAjY0GcjOm

— Antonio Misiani (@antoniomisiani) July 13, 2021

Daniele Belotti, deputato Lega

Il deputato del Carroccio Daniele Belotti

 

“Il green pass per andare al ristorante o al bar? No grazie. Per ordinare un caffè dobbiamo far vedere il qr code? Non esageriamo – dice il leghista Daniele Belotti -. Capisco per le vacanze all’estero, i grandi eventi, i concerti, gli stadi (del resto il primo test lo abbiamo avuto nella finale di Coppa Italia Atalanta-Juve), ma non possiamo tornare a “blindare” la vita quotidiana. Le vaccinazioni procedono bene e i contagi, ma soprattutto i ricoveri, si sono drasticamente ridotti nonostante la variante Delta”.

Dario Violi, consigliere regionale M5s

Il consigliere regionale grillino, Dario Violi

 

Per Dario Violi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, non è questo il tema più importante: “I  numeri dei vaccinati in Lombardia sono elevati (più del 70%) e sono ancora tante le prenotazioni. Resta il tema dei più fragili, gli anziani e i malati che sono circa 200 mila: Vanno tutelati loro, prima di tutto. Prima dei ventenni, per i quali sì, magari si può fare la forzatura del quasi obbligo (anche se non so se è applicabile in Italia data la nostra Costituzione). Prima dei ventenni che, se si contagiano, non finiscono in terapia intensiva, usiamo le dosi per andare a vaccinare anziani, soli, senza internet… Bisogna mettere in piedi una rete di informazioni e accompagnamento per loro, senza obblighi”.

Alessandra Gallone, senatrice di Forza Italia

Alessandra Gallone con il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi

 

“Il nostro auspicio è che in Italia non si debba arrivare a dover applicare una estensione del green pass così capillare come è avvenuto in Francia perché fortunatamente (e per buona organizzazione) siamo più avanti nel contenimento del contagio e abbiamo una situazione epidemiologica migliore – è l’opinione della senatrice e coordinatrice provinciale di Forza Italia, Alessandra Gallone -. Soprattutto in Lombardia e in Bergamasca le vaccinazioni stanno procedendo bene e continuo a confidare nel senso di responsabilità dei cittadini. La scelta di Macron sarà stata dettata da una seria preoccupazione per la salute pubblica, ma ritengo che in Italia non sarà necessario arrivare a tanto”.

Roberto Cremaschi (LeU)

Il consigliere comunale di Bergamo, sostenitore di LeU, Roberto Cremaschi

 

“A chi proclama l’inviolabilità della libertà personale a difesa del diritto a non vaccinarsi, e quindi a mettere a repentaglio la sicurezza propria e degli altri, ricordo che la convivenza sociale richiede a tutti piccole o grandi rinunce – commenta Roberto Cremaschi, ambientalista di centrosinistra -. Per entrare in piscina mettiamo la cuffia, altrimenti restiamo fuori. Al semaforo rosso fermiamo il veicolo, la nostra libertà non ci autorizza a sbattere. Non possiamo nemmeno pensare di mettere a rischio la ripresa lavorativa e scolastica. Davanti alla risalita dei contagi a causa delle varianti del virus, occorre ribadire che vaccinarsi è l’unico modo per proteggere noi stessi e gli altri, soprattutto le persone più fragili. Sono per l’obbligo di vaccinazione al personale sanitario e scolastico. E sono del tutto favorevole a limitare l’accesso a locali e mezzi pubblici a chi non si è vaccinato. Occorre un incremento del senso di responsabilità personale e collettiva: se la libertà è intesa come totale individuale discrezionalità, anche a scapito degli altri, si vada a godere la propria libertà in un’isola deserta”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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