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Il Ponte Corvo, un viadotto misterioso nel bel mezzo dell’Isola Bergamasca

Isola bergamasca. Un’aura di mistero aleggia da secoli sul Ponte Corvo.

Gli ultimi resti presenti lungo il fiume Brembo rappresentano infatti le uniche testimonianze di una struttura che nel corso del Medioevo collegava i territori di Osio Sopra e Filago.

Nonostante i numerosi studi compiuti nel corso degli ultimi decenni, è impossibile stabilire con certezza quali fossero le origini dell’antico passaggio che un tempo consentiva di superare la “forra” creata dal corso d’acqua.

Conosciuto anche come “Put Pilù” (Ponte Pilone), ha stuzzicato la curiosità dello scienziato Giovanni Maironi da Ponte e quella dell’architetto e ingegnere Elia Fornoni: quest’ultimo legò il destino dell’infrastruttura a quello della strada romana che univa Bergamo a Milano.

Le analogie con il Ponte della Regina crollato nel XV secolo ad Almenno San Salvatore spinse l’ingegnere bergamasco a sostenere questa ipotesi, ripresa più volte nel corso del Novecento, complice l’analisi delle antiche vie di comunicazione presenti nell’Isola.

L’assenza di documenti riguardanti il viadotto non ha potuto confermare la tesi promossa da Fornoni così come le cause che portarono al cedimento di quest’ultimo avvenuto con buona probabilità nella parte conclusiva del Medioevo.

Come riportato da Tommaso Ghisetti nel suo volume “Alla ricerca delle radici di Dalmine”, la caduta dell’opera potrebbe esser attribuita al cedimento della colonna centrale, sottoposta all’azione rotatoria delle acque nel corso di una delle numerose piene che colpirono l’area.

Questo assunto non ha però convinto tutti
come dimostrato da Angelo Pesenti nel libro “Osio Sopra e la sua identità” nel quale sostiene che il manufatto fosse stato abbattuto fra Quattrocento e Cinquecento per scongiurare il contrabbando fra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano.

Se l’esistenza del Ponte Corvo rimane ancora oggi nel mistero, i rilievi svolti dal Ghisetti hanno consentito di risalire alla tipologia di centina utilizzata e alla posizione non ortogonale della struttura rispetto alle sponde del Brembo, elementi che hanno consentito di restituire un volto alla curiosa opera d’ingegneria.

Fonti

Angelo Pesenti; Osio Sopra e la sua identità. Attraverso le immagini di ieri e di oggi; Clusone; Ferrari; 2004
Istituto di studi sull’Isola Brembana; Insula: rassegna di studi sull’Isola Brembana; Ponte San Pietro; Comunità Isola Bergamasca, Promoisola; 2007
Tommaso Ghisetti; Alla ricerca delle radici di Dalmine; Dalmine; 1998

BergamoNews
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