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“Inni al duce e saluti romani all’aeronautico di Bergamo”, ma il preside smentisce

Bergamo. La prima certezza sono gli studenti che inneggiano al loro preside, Giuseppe Di Giminiani, al grido di “duce, duce!”. L’altra è che lui non li zittisce, anzi: sorride lasciandosi scappare un gesto che la rivista Wired (la prima a diffondere il video in rete) ha evidentemente interpretato come un saluto romano. Ma su quest’ultimo punto la discussione è aperta.

Bufera sull’Istituto Aeronautico Locatelli di Bergamo. I fatti risalgono a lunedì scorso, 25 ottobre, quando il preside stava salutando i maturandi nel cortile dell’istituto di via Carducci, il giorno del suo compleanno. La vicenda ha varcato ben presto i confini scolastici, tant’è che pochi giorni dopo il collettivo Bergamo Antifascista stava già manifestato fuori dalla scuola con uno striscione: “La storia vi ha condannati – Studenti e preside fascista, vi abbiamo sgamati”.

Inni al duce e saluti romani all’Istituto aeronautico di Bergamo
> https://t.co/jwr3g7rriL

Wired è entrato in possesso di un video che mostra studenti mentre acclamano il preside della scuola, Di Giminiani, inneggiando al duce e facendo il saluto romano. Il preside smentisce. pic.twitter.com/JtxUSe8GKg

— Wired Italia (@wireditalia) October 29, 2021

Di Giminiani – contattato da Wired – ha risposto attraverso il suo avvocato Emiliano D’Andrea, che ha smentito qualsiasi interpretazione malevola dell’accaduto invitando a “evitare strumentalizzazioni”. Stando alla ricostruzione fornita dal legale, il preside non avrebbe mai compiuto atti riconducibili ad apologia di fascismo, bensì salutato “senza che le braccia siano tese in modo tale da poter intendere” un saluto romano, se non “in un’ottica forzata”. E per quanto riguarda i cori di incitamento degli alunni, per il legale la qualifica di “duce” andrebbe ricondotta alla sua radice latina (dux) e dunque a una analogia tra la figura del direttore scolastico a quella del “condottiero degli alunni”. Lo studio del fascismo a scuola, ha spiegato D’Andrea, “avrà portato gli studenti a utilizzare tale appellativo in maniera certamente improvvisata e senza intenzioni reattive”.

Non è la prima volta che il preside dell’Aeronautico finisce al centro delle polemiche. Nel 2016 fu accusato di aver umiliato pubblicamente uno studente, portando una famiglia a sporgere denuncia contro di lui. Un anno prima, nella mensa dell’istituto, avrebbe versato della Coca-Cola in testa a due studenti, per poi cospargerli di schiuma da barba. Un modus operandi non nuovo, tant’è che durante le indagini gli inquirenti appurarono diversi (e discutibili) casi di “punizione creativa”. Sempre Di Giminiani aveva appeso al collo di un ragazzo un cartello con su scritto “Sono un succhia c…”. Il preside, in un’intervista, disse di avere ricevuto “un plebiscito d’affetto” e minimizzò l’accaduto spiegando che “era solo uno scherzo”.

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