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Nobel dei missionari”: il Premio Cuore Amico a Riccardo Giavarini

El Alto (Bolivia). A Riccardo Giavarini, originario di Telgate, il Premio Cuore Amico: il Nobel riservato ai missionari.

Alla vigilia della giornata missionaria mondiale Cuore Amico ha consegnato il suo premio per segnalare, tramite figure esemplari – quest’anno un prete, una religiosa e un laico-, la grande opera di civilizzazione promossa dalla chiesa attraverso l’evangelizzazione a favore dei poveri del terzo mondo.

Oltre al missionario laico bergamasco sono stati premiati anche Monsignor Christian Carlassare, missionario comboniano nel Sudan del Sud in situazioni di conflitto; Suor Filomena Alicandro, missionaria dell’Immacolata in Bangladesh, in una società in cui le situazioni di povertà e di sfruttamento della manodopera sono stridenti.

Giavarini vive in Bolivia dal 1976. El Alto è una città molto giovane, popolosa ed estremamente povera. Delinquenza, prostituzione, contrabbando di beni, di alcol e droga trovano qui terreno fertile, anche perché la mancanza di lavoro porta spesso a cercare denaro in qualunque modo.

Il missionario laico bergamasco ha posto da sempre il tema dei diritti umani al centro del suo agire dando aiuto, accoglienza e soprattutto occasioni di riscatto a chi non è ascoltato e a chi vive in condizioni di sofferenza e disagio: detenuti (adulti e giovani), bambine e adolescenti vittime di sfruttamento sessuale, minori lavoratori e gruppi indigeni. Tante sono le opere istituite, come la Fondazione Munasim Kullakita che interviene a favore di ragazze e adolescenti vittime di violenza sessuale commerciale e gruppi di bambine e bambini che vivono per strada.

Istituito dall’Associazione Cuore Amico Fraternità Onlus nel 1991 , il “Nobel missionario” destina ogni anno complessivamente 150mila euro a missionari, religiosi e laici, che vengono premiati per la loro attività nel mondo.

L’importo del premio riconosciuto a Giavarini verrà utilizzato per recuperare le produzioni agricole tradizionali boliviane (frutta, miele, fiori, caffè, piccoli allevamenti di animali, riforestazione) in una azienda agricola in via di ristrutturazione che si trova nella zona di Quilo Quilo. Insieme alle comunità indigene di quest’area, si realizzerà anche un impianto idrico e un serbatoio di raccolta. L’azienda darà lavoro a ragazzi e ragazze che escono dal carcere o che hanno avuto problemi legati allo sfruttamento sessuale.

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