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Uccisa dal marito a Cologno, la sorella: “Così Zina è morta tra le mie braccia”

Martedì in aula Oxana Solonari ha ricordato gli ultimi istanti di vita sua sorella Zinaida, la 36enne moldava uccisa a coltellate dal marito Maurizio Quattrocchi a Cologno al Serio, ora a processo per quell’omicidio nella notte tra sabato 5 e domenica 6 ottobre 2019.

Da qualche giorno Zina si era trasferita con le tre figlie da lei, nella villetta di via Alberto Da Giussano in cui vive col marito, cugino di Quattrocchi. Un trasloco consigliato dai carabinieri della stazione di Urgnano, dopo la seconda denuncia al 48enne per quei litigi diventati sempre più frequenti e soprattutto violenti.

Un paio d’ore prima di essere uccisa, alle 23.50, la vittima ricevette un messaggio dalla sorella che la metteva in guardia su possibili pericoli lungo il tragitto verso la sua abitazione. Poi, davanti al pm Letizia Ruggeri, la 32enne racconta di aver sentito una richiesta di auto mentre stava dormendo, di essere uscita e di aver visto il marito di Zina che le stringeva le mani al collo.

Nel suo italiano con qualche imprecisione, la donna ricorda poi di aver raggiunto la sorella con suo marito, e mentre lui cercava di fermare Quattrocchi, lei ha potuto guardarla un’ultima volta per sentirsi dire che non riusciva a respirare prima di perdere i sensi.

Anche l’uomo con il quale nei mesi prima di morire aveva allacciato una relazione, Dario Bonacina, conferma le ultime settimane difficili vissute dalla 36enne con il marito e delle minacce di morte che riceveva da lui.

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