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Viva Zapata! Il Panterone trascina: la Dea risponde presente anche coi baby

Viva Zapata! Che poi, scusate, meritava che gli togliessero un gol dalla doppietta, il Panterone? Anche no. Pazienza, resta comunque il migliore in campo, il trascinatore di una Atalanta ritrovata, micidiale quando è lontana da Bergamo: quattro vittorie su cinque, nell’ordine a Torino, Salerno, Empoli e Genova sponda Samp.

Ma un’Atalanta che, onestamente, non si era mai persa, se non che in queste ultime settimane il fattore emergenza ha finito per condizionare, se non prevalere, sul comportamento della squadra, ma soprattutto sui risultati.

Leggi, tanto per non andare troppo lontano, il pareggio con l’Udinese subito al 94′ o la stessa sconfitta di Manchester, per un calo vistoso nel momento in cui ha dovuto lasciare il campo Demiral.

Per tornare a Genova, però, va detto che la squadra non si era mai persa, anzi solo una squadra che sa quel che deve fare (e quel che vuole), con qualsiasi interprete lo faccia, sa reagire e anche rimontare a Genova e imporre la propria superiorità tecnica. Indiscutibile, intendiamoci, però non era nemmeno facile dimostrare sul campo che Zapata fosse meglio di Caputo, che detto così sembra un’eresia pensando alla forza del nostro Duvàn, o se vogliamo meglio del bergamasco Gabbiadini che aveva pure mille motivi per mettersi in mostra.

O, peggio ancora, la difesa, con Palomino ammonito dopo nemmeno un quarto d’ora e sostituito nell’intervallo dal non ancora diciottenne Scalvini, che per età potrebbe essere figlio del bomber Quagliarella, entrato anche lui nel secondo tempo.

Eppure la difesa baby, con Lovato 21 anni e Scalvini 18 e il tuttofare De Roon è stata impeccabile, grazie anche a un Musso che si è scrollato di dosso le critiche e ci ha messo quasi la faccia, o il petto, per evitare il pareggio.

Comunque bravissimo Zapata che si sarebbe meritato la doppietta, bravo Zappacosta uomo assist e inesauribile sulle fasce, in una partita in cui tutti hanno risposto alla grande.

Stavolta poi la panchina è tornata un’arma vincente, provate a fare il confronto tra il contributo di Ilicic e quello di Quagliarella. Il Professore, quando sale in cattedra, diventa imprendibile, con tanta rabbia in corpo anche per i calci che si è preso, per la mancata espulsione di Colley (già ammonito) e anzi, pure lui (lo sloveno) ammonito poi per proteste.

Ma Ilicic non si è perso d’animo: quando vuol essere devastante non ce n’è per nessuno. Non vogliamo nemmeno ascoltare le dietrologie, Ilicic che era già venduto e poi non se n’è fatto nulla e su chi l’avrebbe tenuto e chi no.

Guardiamo la realtà, Josip che è uno spettacolo e va solo applaudito non solo per il gol che mette il sigillo alla partita, come aveva fatto con la doppietta di Empoli.

Siamo anche vicini alla sfida di ritorno col Manchester e chissà che non sia un bel segnale, anche questo, per dare un calcio all’emergenza infortuni.

È rimasto in panchina ben coperto invece Muriel e speriamo che ritrovi presto la condizione perché anche lui è fondamentale, non si può certo lasciare tutto il peso dei gol sulle spalle di Zapata, che pure se lo prende volentieri. E spesso s’è visto anche ripiegare in difesa per dare una mano ai compagni. Quando si dice lo spirito di squadra…

In lista d’attesa per un pronto rientro ci sono Toloi e Demiral e servirebbero come il pane, considerata anche la squalifica di Palomino che va ad aggiungersi ai vari infortunati.

Non c’è tempo per fare festa perché fra tre giorni arriva la Lazio che sta ritrovando le sue ambizioni e poi, appunto, il Manchester United di CR7.

Può bastare ricordare che l’anno scorso, dopo 10 giornate, l’Atalanta era nona con 15 punti e adesso è 5a con 18? A un punto dalla zona Champions, mentre l’anno scorso quarta era la Juve con 20 punti.

Perciò, facciamo un applauso sincero a Gasperini (200 partite in A con l’Atalanta, alcune per forza…in tribuna) e ai suoi Gaspboys che vincono e convincono nonostante assenze pesanti, in alto la vecchia guardia, Zapata, Ilicic, De Roon, Freuler e i baby si fanno rispettare, c’è anche Piccoli.

Sabato 30 e martedì 2 toccherà ai tifosi nerazzurri sostenerli e farsi sentire, come se fossero i 70mila dell’Old Trafford: se lo meritano, no?

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